| Patan |
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Negli ultimi due giorni ci siamo ripresi dal terribile viaggio in pullman.
Non abbiamo solo riposato; siamo anche stati al consolato Indiano per avviare la procedura per la richiesta di visto, e ci siamo organizzati per tornare all'orfanotrofio ad incontrare monaco e bambini a fine settimana.
Dopo un'abbondante colazione ci siamo diretti a Patan, una piccola cittadella nella periferia di Kathmandu.
Pochi kilometri separano Patan da Kathmandu, ma è come essere in una altro mondo.
La piazza centrale di Kathmandu, Durbar Square, è patrimonio mondiale dell'umanità, ma sembra che nessuno faccia nulla per conservarla tale. Decine di templi sparsi per la piazza, con auto e motorini che circolano ovunque, gente che gioca, mangia e dorme sulle scalinate e portici dei templi, mucche e piccioni che scagazzano dappertutto, muri rovinati da graffiti... Si può solo immaginare quanto spettacolare la Durbar Square di Kathmandu potessere essere; purtroppo la quantità di traffico e persone che la popolano rovinano totalmente l'impatto.
Al contrario, la Durbar Square di Patan è spettacolare. Altrettanti templi e monumenti, molto più concentrati e meglio conservati, in un ambiente più tranquillo, chiuso al traffico. A Patan si sente il desiderio di sedersi insieme alla gente locale nella piazza e godersi lo spettacolo che ci circonda; una sensazione di tranquillità e pace, in una piazza che conserva comunque i tratti caotici asiatici.
Non solo la piazza di Patan è spettacolare, ma anche le viuzze che la circondano, con bellissimi templi sparsi in giro per la città.
Il "Golden Temple" (tempio dorato) ci lascia a bocca aperta. Una quantità di dettagli e piccole sculture circondano il tempietto centrale; ovunque si guardi si vedono dettagli che ad un primo sguardo erano sfuggiti. E anche qui pervade una sensazione di pace; pochi turisti e molta gente locale in preghiera.
Passeggiando per le vie, notiamo una vecchia signora affacciata alla finestra, con sgurado assorto.
La signora abbassa lo sguardo e ci sorride. Marco le chiede se le può scattare una foto, e la signora sorridendo dice di fotografarla pure.
Dopo aver scattato le porgiamo la macchina fotografica per farle vedere la foto scattata; la signora ride e fa vedere la foto a qualcun altro all'interno della casa. Non parla inglese, ma ci fa capire che vorrebbe avere la foto che le abbiamo scattato.
Cerchiamo di chiederle se sa dove possiamo stamparla... ma purtroppo non riusciamo a capirci...
Cerchiamo allora di farle capire che andiamo via, alla ricerca di un negozio di stampa fotografica, e poi torniamo. Chissà se ha capito ciò che le abbiamo detto!
Ci allontaniamo e in una mezz'oretta eccoci di ritorno con una copia della foto che le abbiamo scattato.
La signora è seduta sullo scalino d'entrata della sua casetta. Probabilmente si starà chiedendo se mai torneremo.
Ed eccoci qui!
Guarda la foto che le porgiamo, la fa vedere alla sua amica dentro casa e poi, compiaciuta, alla vicina di casa.
A questo punto comincia a parlarci in nepalese e ci fa segno "due" con le dita. Non capiamo... vuole due copie della foto?
Ci fa nuovamente segno "due" con le dita, e poi indica me e Marco. Siamo perplessi. Vuole una nostra foto?
Nessuna delle tre signore parla un minimo di inglese; proviamo a fermare un pò di gente che passa, chiedendo se parlano inglese, ma nessuno sembra capirci.
A tal punto la signora ci fa segno di aspettare e corre via con la foto; probabilmente alla ricerca di qualcuno che parli inglese.
Mentre restiamo in attesa passi davanti a noi un ragazzino di 10 anni, che avevamo incontrato un'oretta fa, e che parla un eccellente inglese. "Fermo, fermo, ci serve il tuo aiuto!"
La vecchietta ritorna, sconsolata, senza traduttore... ma il nostro ragazzino le dice che ci pensa lui a tradurre.
Ed ecco svelato il mistero: la signora era preoccupata che avessimo stampato solo una foto, e che quindi noi non ne avessimo una copia per noi! Ci chiedeva di stampare due copie della sua fotografia, così che anche noi potessimo averne una!
Che dolce! Ci ringrazia, e ci dice di tornare quando vogliamo a trovarla, tante tante volte!
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| Nepal - Patan - 11 Dicembre 2007 |
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| Chi รจ Laura? |
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Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l'occasione per comprendere!
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