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Giorno 2) Langtang Trekking: Dhunche - Thulo Syabru
La mattina ci svegliamo molto presto, pronti per la nostra prima giornata di trekking.
Abbiamo tutto: i sacchi a pelo in caso faccia freddo e gli alloggi non abbiano coperte (tutti ci hanno consigliato di portarci i sacchi a pelo, perchè dormire a 3700 metri non sembra essere una buona idea), le bacchette per aiutarci nel cammino (io avevo suggerito di usare dei rami d'albero...), le giacche pesanti, le borracce per l'acqua e le pastiglie per purificare l'acqua di fiume, il pronto soccorso... Siamo bravi e organizzati, no?
Conclusione di questa nostra perfetta organizzazione: Marco si sta portando sulle spalle uno zaino di 12kg e io uno zaino di 7kg.
Ovviamente, niente portare e niente guida; solo una mappa dettagliata del trekking (ci penserà Marco a darvi una descrizione dettagliata del perchè alla fine siamo partiti senza agenzia, senza guida, e pure senza portatore!)

Il villaggio di Dhunche si sta svegliando. Le montagne sono coperte da un velo di nebbiolina, la gente con un catino d'acqua fuori casa si sta lavando, e da lontano arriva il suono di canti Buddhisti. C'è una sensazione di pace e tranquillità in questo lento risveglio del villaggio.

Eccoci in cammino. Ovviamente la strada non è pianeggiante: discesa, salita, discesa, saluta, fiatone...
Ad un certo punto dobbiamo abbandonare la strada principale ed immetterci in un piccolo sentiero di montagna. Peccato che questo sentiero è talmente piccolo che gli passiamo davanti senza vederlo! Non sapendo di averlo già superato, proseguiamo nella discesa, molta discesa... finchè incontriamo una signora nepale a cui chiedere informazioni. Questa ci dirige verso un piccolo sentiero che, inutile dirlo, sale ripidissimo. Salita, salita, salita... con lo zaino in spalla che pesa ci spacca le gambe. Abbiamo entrambi il fiatone, e il sentiero continua a salire.
Siamo in mezzo ai boschi, con un fiume che scorre a poca distanza. Non si vede dove il sentiero porti... e non sappiamo che questa è la strada sbagliata. O meglio, la strada è giusta, ci porta a destinazione... se però avessimo imboccato l'incrocio corretto avremmo preso un sentiero molto più corto e pianeggiante, anzichè scendere un'ora e poi risalire tutta una montagna in mezzo a roccie e boscaglia!
Comunque, dopo aver allungato il tragitto di circa due ore, ri-incrociamo il sentiero corretto! Abbiamo appena iniziato e già ci fanno male le gambe!

Ed ecco che, dopo 7 ore di cammino, il villaggio di Thulo Syabru appare davanti ai nostri occhi. Un piccolo insieme di alloggi e abitazioni in pietra, simili a quelle che potrebbero essere le nostre cascine o rifugi di montagna. Non ci sono strade che raggiungono questo villaggio e i successivi che incontreremo. Tutte le scorte alimentari devono essere portate a spalla dai portatori. I bambini devono camminare dalle 3 alle 4 ore tutti i giorni per raggiungere la scuola. E questo è il villaggio più vicino!

Ci fermiamo nel primo alloggio che troviamo. In realtà è la proprietaria che si ferma a parlarci e ci chiede di vedere la sua guesthouse: se ci piace possiamo dormire gratis e paghiamo solo il cibo che consumiamo.
In tutto il Langtang Trekking gli alloggi sono praticamente gratis; al massimo chiedono 60 centesimi per la camera.
Il cibo invece è molto costoso. I prezzi sono uguali in tutte le guesthouse e ristoranti, con prezzi fissi stabiliti dal parco nazionale.
Le camere sono molto semplici. Due letti con lenzuola a cuscini; niente di più. Ma in compenso sono sempre molto pulite...

E ora di cena. Un tavolone con delle panche all'interno di uno stanzone, una stufa in ghisa che emana uno splendido calore e riscalda l'ambiente, e nell'altro lato della stanza i letti della proprietaria e dei bambini. La sensazione è veramente quella di una baita di montagna! Molto famigliare e caloroso.

Mentre Marco chiacchiera con un altro ospite (un prete 75enne che faceva il missionario in Birmania e altri paesi asiatici), io osservo il lato della stanza in cui la proprietaria chiacchiera con i due bambini e la figlia sedicenne.
Ad un certo punto la ragazzina va a prendere una bottiglietta di coca-cola e 4 piccoli bicchierini, simili a quelli che noi usiamo per la grappa.
Apre la bottiglietta di coca-cola e, con molta delicatezza, con se stesse maneggiando un vino pregiato e costosissimo, versa il contenuto nei bicchierini e li passa alla madre e ai fratellini. Sorridenti, brindisano e sorseggiando delicatamente la bevanda...
Probabilmente per festggiare il fatto di avere ben 7 clienti stasera! :)
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Nepal - Langtang Trekking - 25 Ottobre 2007


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Laura Bonetti
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