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Incontro con i bambini dell'orfanotrofio
Finalmente eccoci all'orfanotrofio!
Da qualche settimana si sono trasferiti in un nuovo edificio, molto più spazioso e accogliente. Il vecchio locale aveva solamente una cucina e una stanzetta con 3 letti dove dormivano i 10 bambini insieme alle due ragazze che se ne occupano.
La nuova abitazione è molto più spaziosa: una cucina, una stanza con tavolone dove i bambini disegnano, studiano e giocano, una camera per i bambini, una stanza soggiorno dove dormono le due ragazze, e una camera dove dorme il monaco e i volontari che desiderano stare all'orfanotrofio.
C'è spazio sufficiente per accogliere altri bambini bisognosi.

Incontriamo il monaco, Sangya, al Boudanath. Ci accompagna alla Gompa e qui ci dà un'altra benedizione, "rafforzata" dalla benedizione anche di un altro monaco anziano. E via all'orfanotrofio...

Quando arriviamo i bambini sono in soggiorno, intorno ad un tavolone, in compagnia di un ragazzo francese che si fermerà all'orfanotrofio per 3 settimane, e li sta facendo disegnare.

Oltre a Sangya (il monaco) è presente anche Gopal. Sono loro due che si occupano della gestione dell'orfanotrofio.
Per spostarci nel nuovo edificio Sangya ha chiesto offerte ai monaci del suo monastero.
Trascorriamo un paio d'ore a chiacchierare e chiedere dettagli sulla gestione e i costi di gestione dell'orfanotrofio.
Ci offriamo di realizzare un sito internet per l'orfanotrofio, in inglese e italiano, e in altre lingue se troviamo volontari disposti a tradurlo. Nei prossimi giorni prepareremo i contenuti del sito, con foto dei bambini e i loro dettagli, i costi dell'orfanotrofio e i costi scolastici per mandare tutti i bambini a scuola, e idee su come sia possibile aiutare bambini che necessitano d'aiuto.

Abbiamo deciso di aspettare qualche giorno a consegnare i soldi raccolti.
Vogliamo visitare l'orfanotrofio e stare con i bambini un pò, e raccogliere maggiori dettagli su come vengono usati i soldi. Sangya e Gopal sembrano ottime persone e i bambini sembrano felici; tuttavia preferiamo essere sicuri che questi soldi vengano usati per l'istruzione dei bambini e il loro mantenimento.
Quindi per il momento non gli abbiamo detto nulla dei soldi raccolti.

Mentre noi chiacchieriamo arriva un'insegnante privata che dà lezioni ai bambini, in gruppo. In questo modo anche i bambini che al momento non vanno a scuola hanno la possibilità di apprendere qualche rudimento scolastico base.

Finalmente la lezione finisce e possiamo incontrare i bambini.
Si mettono tutti in fila e si presentano. Alcuni sono un pò timidi, altri invece sono dei piccoli monelli scatenati.
Ci sono 2 bambine, una di 13 anni (Babita) e una di 10 (Mushoori). Gli altri sono tutti maschietti tra i 6 e i 10 anni.
Solo Babita parla un inglese base, ma sufficiente per poterci parlare. Un paio dei bambini conoscono molti vocaboli, ma non abbastanza per costruire una frase.

Dopo le presentazioni Babita mi accompagna nella stanza con il tavolone e mi fa vedere il suo quaderno con i disegni da lei fatti, e a fianco il nome dell'immagine in inglese. Sfogliamo tutto il quaderno e di ogni immagine mi dice il nome in inglese, fiera dei disegni e di conoscere i termini corretti.
Intorno ci sono altri 4 bambini, tutti con il loro quaderno, in attesa di farmi vedere i loro disegni. Un paio mi ripetono i nomi in inglese, mentre i due più piccoli si limitano a sfogliare il loro quaderno, mentre Babita mi dice i nomi dei disegni.
Vola un'ora senza che me ne accorga...
Dopo i quaderni di disegno vedo un libro scolastico di inglese base, pieno di illustrazioni. Lo sfoglio e i bambini fanno a gara a dirmi i nomi degli animali e delle altre immagini illustrate.

Mentre io gioco con Babita e un paio di bambini, Marco è nella cameretta dei bimbi. Li raggiungiamo. Si sono scatenati... stanno facendo le scimmiette che saltano sulle spalle di Marco e di Gopal; gli si appendono alle spalle e al collo, e Marco li scarrozza in giro e li mette a testa in giù. Si stanno divertendo come pazzi!

È volata la giornata senza che ce ne accorgessimo.
Ci fermiamo a cena; dal bhat, tipico piatto a base di riso, curry di verdure e zuppa di lenticchie, che in Nepal viene mangiato sia come pranzo che come cena.
Prima ceniamo noi insieme a Sangya e Gopal; poi tocca ai bambini.

È ora di tornare in guesthouse. Stanchi ma contenti e rilassati.
Domani mattina torniamo all'orfanotrofio e portiamo tutti i bambini in gita allo zoo. Lo dico a Babita e le chiedo di tradurre anche per gli altri bambini che non capisco l'inglese.
Mi fa ripetere due volte, non sicura di aver capito bene.
"Tutti? Io e anche tutti gli altri bambini?" mi chiede, con sguardo sorpreso.

È ora di salutarci, e i bambini, allegri, ricambiano con un "See you tomorrow!" (Ci vediamo domani!)
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Nepal - Kathmandu - 15 Dicembre 2007


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Laura Bonetti
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