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Oasi di Huacachina
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Dopo la bella giornata trascorsa a Palpa, lontani dal circuito turistico, ci ributtiamo sulla scia turistica e decidiamo di visitare Ica e la vicina Huacahina.
Huacachina è una piccolissima oasi nel deserto. È strano: dal Cile al Peru abbiamo attraversato kilometri e kilometri nel deserto di Atacama, uno dei deserti più grandi e aridi del mondo; distese desertiche, senza vita, ma rocciose. E per quanto il deserto di Atacama sia un deserto, non coincide con l'immagine che si crea nella nostra mente quando si parla di "deserto". Quando si parla di "deserto" è il Sahara che subito appare nella nostra mente, con dune di sabbia che si estendono all'infinito.
E finalmente eccolo! Il deserto di dune! Dopo distese e distese di deserto roccioso, ecco anche il deserto di sabbia! E nel mezzo del deserto, all'improvviso dal nulla, ecco un'oasi: una laguna di acqua, circondata da alcune palme, alcuni alberghi e ristoranti, e poi nuovamente il deserto.
È uno spettacolo strano e molto bello.
Non c'è molto da fare nell'oasi di Huacachina; una passeggiata di 10 minuti e si è fatto il giro di tutta l'oasi.
Ma ovviamente i pochi alberghi dell'oasi organizzano pomeriggi indimenticabili ai turisti: qualche ora nelle dune del deserto a fare dune-buggy e sand-boarding.
Non ho idea di quale sia la traduzione italiana di dune-buggy. Una strana vettura, molto potente, con struttura metallica e tubi di acciaio che la circondano, per correre nel deserto, salendo e scendendo dalle dune.
Non sono proprio convinta... però non c'è altro da fare tutto il giorno!
Cinture di sicurezza ben allacciate in caso ci si ribalti.... e via, si parte!!!
Bastano 5 minuti e capisco perchè la Lonely Planet ha descritto il dune-buggy in questi termini: un'esperienza indimenticabile ma decisamente non adatta ai deboli di cuore!
La vettura corre veloce tra le dune, la sabbia si alza e all'improvviso l'oasi sparisce alle nostre spalle. Siamo nel mezzo del deserto! E all'improvviso ecco che davanti a noi c'è il vuoto, la dune scende a pendenza mostruosa sotto i nostri occhi. No, no, fermo, non puoi scendere sulla sabbia a quella pendenza!!!
La sensazione di scendere in verticale è mostruosa; manca il fiato! Ogni istante sembra che la vettura debba capovolgersi tanta è la pendenza, eppure non si capovolge!
E per una decina di minuti, tra salite e discese nelle dune, continuiamo la nostra corsa nel deserto. Le montagne russe sono un passatempo da bambini al confronto!
Finalmente ci fermiamo!
Nella vettura abbiamo con noi le tavole da sand-boarding. Marco fa qualche tentativo di scendere da una piccola duna usando la tavola e cercando di mantenersi in piedi in equilibrio... ma senza troppo successo.
Io non ci provo neanche! Approvo subito il suggerimento di usare la tavola per scendere dalla duna in modo meno difficile e più divertente. Ci si allunga sulla tavola, di pancia, e con la tavola si scende dalla duna.
Mi butto... e la tavola prende subito velocità, e in un attimo sono alla base della duna. Divertentissimo!
Dopo un pò di corse sulla tavola, risaliamo nella vettura e ci spostiamo verso dune più alte.
Ormai anche Marco ha rinunciato a scendere in piedi, e pure lui scende di pancia.
Alcuni nostri compagni di avventura insistono nel tentare la discesa in piedi, ma tutto ciò che ottengono sono solo rotoloni e voli nella sabbia.
Alla fine, non so come, riesco a fare un rotolone pure io, benchè sia scesa di pancia e sia quasi impossibile cadere: beh, non so come, ma io ci sono riuscita! Per fortuna senza farmi male...
Tra corse e discese sulla tavola trascorrono alcune ora.
Ci siamo divertiti un sacco! Ma ormai è il tramonto ed è ora di tornare all'oasi!
Neppure la doccia riesce a togliere tutta la sabbia che abbiamo addosso: nei capelli, nelle orecchie, persino nel naso!
Probabilmente troveremo sabbia nelle tasche e nei calzini per la prossima settimana.
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Peru
, Huacachina
- 29 Gennaio 2010
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Palpa
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Delusi da Nazca abbia deciso di andarcene via subito. Oltre alle Linee di Nazca non sembra esserci molto alto di interessante, e quindi nessun motivo per fermarci più a lungo.
A solo un'ora di bus, ecco Palpa.
Abbiamo controllato sulla Lonely Planet e altre guide trovate in albergo: niente! Nessuna di loro accenna neppure minimamente all'esistenza di un paese chiamato Palpa! Sembra quasi una considerazione per nasconderne l'esistenza ai turisti.
Appena arriviamo a Palpa abbiamo la prova del fatto che pochi turisti vengono qui. E perché dovrebbero venir qui se da nessuna parte se ne parla? è solo un caso se noi ne abbiamo scoperto l'esistenza.
Fatto sta che in paese ci sono solo un paio di alloggi, tutti molto decadenti. Nessun ufficio turistico e nessuna agenzia che venda tour o voli in Palpa. Niente turisti, niente agenzie.
Trovato un alloggio (orribile ma meglio di niente) ci rechiamo subito a visitare il Museo di Palpa. In sè è solo un piccolo museo, con alcune ceramiche, alcune riproduzioni e cartelli informativi, ma la curatrice del museo (la Signora Luisa) ci guida nella visita e inizia con tono entusiasta e felice a fornirci informazioni su informazioni, e la visita che avrebbe richiesto 15 minuti si trasforma in una lezione culturale di oltre 2 ore!
Ci ha dato tutte le informazioni e notizie che avrebbero dovuto darci a Palpa.
Per esempio... perché le "Linee di Nazca" si chiamano "Linee"? C'è un motivo! Tutte le figure del periodo Nazca sono tracciate ad un solo tratto, senza interruzioni o sovrapposizioni. Se si immagina la figura come un filo, lo si taglia e lo si tira, è un filo, una linea unica. Da qui "linee" di Nazca.
Luisa ci permette di capire un pochino anche la cronologia delle varie civiltà: Paracas, Nazca, Inca... fino ad ora erano solamente nomi, ma senza una collocazione storica e cronologica. Finalmente cominciamo a capirci qualcosa!!!
Dopo aver passato tutto il pomeriggio al museo, ci accordiamo con Luisa per accompagnarci domani nella visita dei petroglifi e geoglifi nei dintorni di Palpa.
Sveglia alle 5 di mattina (con relativi brontolii di Marco), per evitare di dover camminare sotto il sole e si parte.
A circa 8 km da Palpa, a Chichictara sono visibili più di 400 petroglifi su rocce franate dalle colline. Bisogna camminare in mezzo alla frana, sul pendio della colline per vederli. Risalgono al periodo Paracas, circa 1200 anni prima di Cristo e sono disegni molto basici, molto più semplici di quelli di Toro Muerto.
E poi via a vedere i geoglifi. A Palpa ce ne sono molti, e spesso alcune delle linee che nelle riviste vengono chiamate Linee di Nazca sono in realtà linee di Palpa (ma nessuno lo sà).
Molte delle linee anche a Palpa sono visibili solo dall'alto, ma al paese non viene permesso di costruire un aeroporto per volare sopra le linee. Per volare sopra le Linee di Palpa bisogna volare da Nazca.
Alcune delle linee e delle figure sono però visibili anche da terra, in quanto disegnate sul lato delle colline.
È il caso della Famiglia, un insieme di persone alte circa 60 metri sulle colline, risalenti all'epoca Paracas (molto antica). Altra linee molto bella, questa risalente al periodo Nazca (più recente e molto più dettagliata) è il Reloj Solar...
Vedere le linee e le figure da terra è molto più bello e realistico che vederle dall'alto. Si ha una percezione migliore delle dimensioni e ci si può fermare a guardarle quanto si vuole!
Oltre alla gita culturale ci buttiamo anche in un "furto di frutta" da campi di mango, ma Luisa ci assicura che non c'è nessun problema a fare una piccola scorta di mango. Se lo dice lei...
Finalmente oggi siamo soddisfatti della giornata.
Continuiamo a non capire il motivo per cui le guide non parlino dell'esistenza di Palpa. Oltre a ciò che noi abbiamo visitato ci sono anche vecchie cittadelle, tombe e rovine,... c'è molto da fare e visitare.
Perché far finta che Palpa non esiste? Perché toglierla dalle mappe dei turisti? Probabilmente questo continuerà a restare un mistero; come le linee di Nazca!!!
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Peru
, Palpa
- 28 Gennaio 2010
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Il Cimitero di Chauchilla
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Delusi dalla mattina e dal volo sulle linee di Nazca, decidiamo di visitare il Cimitero di Chaucilla.
Prendiamo una guida privata che ci accompagna nella visita, per farci raccontare un pochino di storia e delucidazioni su ciò che stiamo visitando. E questa scelta ci cambia completamente la giornata!
Il ragazzo è pieno di informazioni. Non una semplice serie di date e racconti noiosi, bensi tante informazioni utili, interessanti e curiose.
Incredibile come il cimitero di Chauchila sia stato totalmente saccheggiato dai ladri. Hanno lasciato solo le ossa, di poco valore per loro. Pazzesco come siano sempre in grado di arrivare loro prima degli archeologi.
Purtroppo tutti i soldi vengono dedicati solo a Cusco e al Machu Pichu e tutti i siti archeologi inferiori vengono dimenticati e lasciati decadere o derubare.
Oltre a informazioni su Chauchilla, il ragazzo ci parla molto anche delle linee di Nazca.
Scopriamo così che c'è una specie di mafia di agenzie che pubblicizza solo Nazca, nascondendo totalmente al turismo la vicina Palpa.
A soli 50km da Nazca, la cittadella di Palpa è proprietaria di altre linee, molto più antiche di quelle di Nazca, molte delle quali sono tracciate su colline e quindi visibili da terra, senza bisogno di sorvolarle.
Ma nessuno sa che esiste Palpa. Nessuno ne parla! Neppure le guide turistiche!
verifichiamo sulla Lonely Planet e la città di Palpa è inesistente. Incredibile!
Delusi dalle linee di Nazca, ma risollevati dai racconti e dalle informazioni della guida di Chauchilla, ce ne torniamo in paese, prendiamo gli zaini, e via... verso Palpa!
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Peru
, Nazca
- 27 Gennaio 2010 - 00:01
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| Chi รจ Laura? |
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Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l'occasione per comprendere!
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Ultimo aggiornamento
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Domenica - 7 Marzo 2010 |
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Nazione |
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Peru |
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Località |
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Mancora |
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