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Trujillo e le piramidi di fango
Trujillo Dopo una settimana a oltre 3000 metri, circondati da montagne ed aria fresca, eccoci di ritorno sulla costa, nel caldo torrido.

Solitamente le piogge sono molto rare sulla costa, ma a seguito del "Fenomeno del Nino", un fortissimo acquazzone si è abbattuto sulla città nei giorni scorsi, sommergendo d'acqua le vie e rovinando alcune rovine. Purtroppo le città della costa non sono abituate alle piogge, ed ogni volta che ciò accade l'acqua crea problemi.

Ma oggi finalmente l'emergenza maltempo è passata e possiamo dedicarci alla visita dei templi che si trovano nelle vallate desertiche nei dintorni di Trujillo.

Piramidi costruite con mattoni di fango, che la pioggia degli ultimi secoli ha sciolto.
Alcuni scavi hanno portato alla luce tombe di sacerdoti, non derubate dai saccheggiatori di tombe: mummie e artefatti ancora intatti, recuperati e messi in un museo (dove è proibito scattare foto).

Molte delle rovine sono ora coperte da teli, per evitare che le piogge li rovinino ulteriormente.
Altre rovine invece sono ancora inesplorate; ammassi di fango in attesa che arrivino soldi per permettere agli archeologi di scavare. Probabilmente i ladri arriveranno prima di loro, e porteranno via tutto.

È incredibile come in Peru, l'unico sito turistico degno di interesse per il governo sia il Machu Pichu. Tutti i soldi vanno a Cuzco e al Machu Pichu, mentre tutti i siti archeologici inferiori sono senza soldi per proseguire le ricerche e gli scavi.

In generale queste rovine sono piacevoli da visitare, ma mancano totalmente di fascino e atmosfera.
Si può immaginare cosa fossero centinaia di anni fa, ma oggi ricordano troppo ammassi di terra sciolta e poco di più.

Dopo solo un paio di giorni sulla costa, siamo già stanchi del clima e dell'ambiente.
Domani si riparte per la selva e le montagne: Cajamarca!
Lascia un Commento... Peru , Trujillo - 13 Febbraio 2010



Incubo a Canyon del Pato
Canon del Pato Dopo oltre una settimana a Huaraz, circondati da bellissime montagne, e vari tour nei dintorni, è ora di partire e dirigerci verso Trujillo.
Purtroppo ci troviamo in un punto un pò scomodo, in quanto o torniamo indietro per la stessa strada fatta all'andata, verso Lima e da lì risaliamo verso la costa, oppure proseguiamo diretti verso Nord.
Il problema del proseguire verso nord, è la strada: l'unica strada che collega Huaraz con il nord è un qualcosa di simile ad una mulattiera, che attraversa il famoso "Canon del Pato".

La Lonely Planet definisce questa strada spettacolare, con viste meravigliose del canyon che attraversa.
Un canyon strettissimo, con la Cordigliera Bianca da un lato, la Cordigliera Nera sull'altro lato e un potente fiume che scorre tra le due cordigliere. La distanza delle due cordigliere, in certi punti del canyon è di soli 6 metri.

Dal momento che non ci piace rifare una strada già fatta, decidiamo di prendere il pullman che passa dal Canyon del Pato: un solo pullman al giorno! ...e poche ore dopo essere saliti sul pullman capiamo perché tutti i pullman preferiscono fare il giro lungo e tornare verso Lima!!!

Le prime due ore sono tranquille, passiamo per piccoli villaggi dove salgono contadini e lavoratori.
Ed ecco che finiti i villaggi, la strada si trasforma in una mulattiera, non asfaltata e molto stretta.
Ma la parte preoccupante inizia quando la gente sul pullman inizia a farsi il segno della croce...

Noi siamo seduti sul lato destro del pullman, in quanto il lato più spettacolare. Così ha detto il bigliettaio! E non si può certo dargli torto!
Dal finestrino sul lato sinistro non si vedono altro che le rocce della montagna. Il pullman passa a meno di 20 centimetri dalle rocce, sembra che debba colpirle ad ogni curva o movimento brusco.

E dal lato destro cosa si vede? Il canyon! Diritto sotto di noi!
Siamo talmente vicini al bordo del canyon, che dal finestrino è impossibile vedere il sentiero su cui stiamo viaggiando. Si vede solo il vuoto, totale, diritto, e il fiume che scorre potentissimo sotto di noi!

La strada è talmente stretta che il pullman ci passa a filo, un piccolo errore dell'autista e siamo contro il costone della montagna o diritti giù nel fiume, centinaia di metri sotto di noi.

Il costone della montagna è attraversato da oltre 50 tunnel, scavati nella roccia, che permettono di tirare il fiato dalla vista del canyon dentro il quale rischiamo di cadere.

Il tragitto è lunghissimo. Varie fermate per permettere agli "aiutanti" dell'autista di liberare la strada dalle rocce che sono rotolate dalla montagna e ostruito il sentiero. Altre fermate per cambiare le ruote bucate che si accumulano durante il tragitto.

La prima parte del viaggio è caratterizzata da stupore e meraviglia per lo spettacolo, la seconda parte da puro terrore all'idea di dove siamo e dove stiamo viaggiando, e la terza (dopo aver superato il canyon) da pura noia e stanchezza per la lentezza con cui proseguiamo.

Circa 12 ore per percorrere meno di 200 km. Ma finalmente, stanchissimi, arriviamo a Trujillo.

Che dire della descrizione che Lonely Planet ha dato del Canyon del Pato? Indubbiamente vera! Uno spettacolo bellissimo e mozzafiato (assolutamente non reso dalle quattro foto che abbiamo scattato)... ma forse qualche nota aggiuntiva sulla strada e sul pericolo sarebbero state gradite!
Lascia un Commento... Peru , Canon del Pato - 11 Febbraio 2010



Il Ghiacciaio Pastoruri
Ghiacciaio Pastoruri Il tempo purtroppo non è dei migliori.
Da quando siamo arrivati a Huaraz non ha fatto altro che piovere; è vero che siamo nella stagione delle piogge, ma in teoria dovrebbe piovere un paio di ore al giorno e poi schiarisci. Probabilmente il meteo peruviano non ha letto la Lonely Planet!

Ed oggi si parte per il Pastoruri, un ghiacciaio a 5400 metri di altezza.
Insieme a noi sul pullman che ci porta a 4800 metri, punto di partenza per il trekking, c'è anche un signore peruviano di 78 anni. O erano 81? non me ricordo più! Ma sicuramente era anziano; diabetico e con un infarto fatto l'anno prima.
Eppure eccolo lì, felice di andare a 4800 metri, e senza alcuna preoccupazione per la sua salute.
E la cosa incredibile è che vuole venire pure lui a fare il trekking al ghiacciaio. È pazzo!

Man mano che saliamo, in piccole stradine di montagna, il cielo si annuvola e si scurisce. Grossi nuvoloni neri coprono il cielo, e una fitta pioggerellina inizia a colpire i vetri del pullman. Per fortuna oggi abbiamo le giacche pesanti con noi!

E finalmente arriviamo! E insieme a noi arriva la neve.
Una neve fitta fitta, spinta addosso da un vento gelido e potente.

Il signore anziano, appena scende dal pullman, deve rivedere i suoi piani di trekking. Gli si appanna la vista e si sente debole; si deve sedere su una panchina, riparato dalla neve, e rinunciare al trekking. Ma è felice! Piange di gioia, perché per la prima volta in vita sua vede la neve.

E noi invece partiamo per il trekking!
Fa freddo, la neve sospinta dal vento entra negli occhi e rende le guance gelide. Ma la cosa peggiore è la mancanza di ossigeno. Stando fermi non si percepisce, ma basta fare qualche passo in salita che ci si rende conto di come ogni passo sia pesante; subito arriva il fiatone. Dobbiamo camminare lentamente, molto lentamente, altrimenti il cuore inizia a battere veloce e la sensazione di fiato affannato arriva subito.

Quanto meno siamo fortunati a non soffrire d'altitudine.
Molta gente, a soli 3000 metri inizia a sentire forti dolori di testa. Noi probabilmente siamo abituati e non sentiamo nessun disturbo.

Comunque, non sono certo la neve nè l'altitudine a fermarci.
Pian piano proseguiamo, e in meno di un'ora raggiungiamo il ghiacciaio. Abbiamo le scarpe infangate, di uno strano terriccio che si appiccica e rende le scarpe pesantissime.
Ma il ghiacciaio è lì! Davanti a noi!
È uno spettacolo affascinante; questo ammasso di ghiaccio, che scende in un laghetto blu, pieno di pezzettini di ghiaccio.

Il cielo plumbeo e grigio accentua la sensazione di essere fuori dal tempo. Non si riesce a vedere dove il ghiacciaio finisce, perché sparisce nelle nuvole grigie. Che spettacolo incredibile!
Lascia un Commento... Peru , Huaraz - 08 Febbraio 2010


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Laura Bonetti
Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l'occasione per comprendere!

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Ultimo aggiornamento
Mercoledi - 12 Maggio 2010
 
Nazione Ecuador
Località Cuenca
 

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